Chi siamo
Nostro figlio voleva un personaggio specifico. Non uno qualsiasi: quello. Era determinato e carico ad impersonificare un personaggio con un nome e una forma precisa.
E noi volevamo essere all'altezza di quel desiderio.
Abbiamo cercato i pezzi che servivano. Non esistevano. E allora abbiamo deciso di crearli. Abbiamo comprato una stampante 3D, senza sapere da dove cominciare.
I primi giorni sono stati di tentativi, di pezzi sbagliati, di plastica che si staccava a metà stampa. Ma poi, un pezzo alla volta, il costume ha preso forma. E la faccia di nostro figlio quando l'ha visto completo — quella non si dimentica.
Pensavamo che la storia finisse lì.
Invece è successa una cosa strana: non riuscivamo più a smettere.
La stampante è rimasta accesa. Abbiamo iniziato a dare forma a idee che ci giravano in testa da sempre: lampade che sembrano impossibili, segnalibri che raccontano storie, oggetti che prima non esistevano e poi, strato dopo strato, sì.
Li abbiamo portati alle fiere per vedere se le persone condividessero il nostro stesso entusiasmo.
E abbiamo trovato la risposta, quella di chi prende in mano un oggetto, lo gira tra le dita, alza lo sguardo e chiede: "ma come hai fatto?"
PAL 3D LAB è nata così.
Non da un business plan. Non da un'analisi di mercato.
Da un costume e da un figlio che — senza saperlo — ci ha regalato una bellissima sfida.